Reviews

E570200C.  Aurora Leigh.

Rivista di Firenze, February 1857, p. 76.

As reprinted in The Brownings’ Correspondence, 24, 284.

Al di là della Manica la novità letteraria più strepitosa in questi ultimi mesi fu l’Aurora Leigh, un poema in nove libri, pieno di idee singolari, e caldissimo di amore all’ Italia. Usci sul finire del 1856, e ora è giunto alla seconda edizione. Più giornali inglesi lo salutarono come l’opera capitale dell’anno lodandone l’energia dei pensieri, l’originalità delle imagini e lo splendore dello stile per cui taluno affermò che sorpassa tutto ciò che è comparso nella poesia inglese dopo il Giovane Aroldo. Vi furono anche le critiche (V. la Revue Britannique e il Blackwood’s Magazine gennaio 1857) ma accompagnate con lodi che dicono la molta importanza dell’opera. Ne è autrice Mistress Elisabetta Barret[t] Browning, donna dotta di greco e latino, e mostratasi poetessa fino dai più teneri anni. Da giovinetta pubblicò la traduzione del Prometeo incatenato di Eschilo, poi successivamente più volumi di poesie in molte delle quali i suoi pensieri e i suoi affetti sono per l’Italia ove ella abita da molti anni. E l’amore a questa patria della sua anima apparisce più vivo che mai nel nuovo poema che è la storia di una poetessa, gelosa della sua indipendenza, e rappresentante la doppia immaginazione del Nord e del Mezzogiorno, e ritraente qualche cosa di Giorgio Sand, e non poco dell’autrice stessa. Aurora nasce in Firenze da una bella Fiorentina sposatasi a un ricco e dotto Inglese viaggiante tra noi: riceve la prima educazione e la prima isiruzione di greco e latino in Italia: poi rimasta orfana è condotta in Inghilterra ove si dà tutta al culto dell’arte e diviene famosa: e da ultimo torna a vivere a Firenze sua terra natale. Le sue varie vicende, le sue relazioni con un cugino fourierista di buonissima fede, che ella sposa alla fine, danno argomento al poema che è al tempo stesso un romanzo, ove si parla di culto, di legislazione, di politica, di economia pubblica, di critica, di letteratura, di belle arti. Molte di queste cose per verità non sembrano porgersi troppo al fare poetico: perciò i versi sono accusati di cadere qualche volta nella umile prosa. Pure, considerati altri grandi pregi, il Leader non dubitò di affermare che Mistress Browning per questo poema va incontrastabilmente alla testa di tutte le poetesse antiche e moderne.

Reviewed:

Poems (EBB), 4th ed., London: Chapman & Hall, 1856.

Aurora Leigh (EBB), London: Chapman & Hall, 1857.

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